"Se dubito che l'umanità sia destinata a progredire... "


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"Se dubito che l’umanità sia destinata a progredire, mediante la civiltà, verso una maggiore perfezione, se vedo nella sua vita una lotta continua tra Eros e pulsione di morte il cui esito mi sembra di non poter definire, non credo con ciò di avere espresso alcuna delle mie personali disposizioni affettive acquisite. Non sono né un tormentatore di me stesso né un Bosnickel (espressione viennese: sta per - dispettoso, che gode dei mali altrui -), vorrei volentieri ammettere che c’è in me come in altri qualcosa di buono, e sarebbe assai più bello e confortante per me contare su un futuro così luminoso. Ma sembra che si tratti, ancora una volta, di un caso di conflitto tra illusione (appagamento di un desiderio) e conoscenza. Non si tratta affatto di ciò che è più gradevole ammettere o più comodo e vantaggioso per la vita, ma di ciò che può essere più vicino alla realtà misteriosa che pure esiste fuori di noi. La pulsione di morte non è affatto un bisogno del cuore per me; essa sembra soltanto un’ipotesi irrefutabile per ragioni biologiche e psicologiche. Da qui deriva il resto. Il mio pessimismo mi sembra dunque, l’ottimismo dei miei avversari una premessa. Potrei anche dire che ho stipulato un matrimonio ‘di testa’ con le mie fosche teorie, mentre gli altri vivono con le loro in un matrimonio ‘d’amore’. Spero che siano più felici di me.”


Lettera al Pastore Pfister del 7 febbraio 1930
In Freud “Psicoanalisi e fede: carteggio con il pastore Pfister 1909-1939”
Boringhieri, Torino 1970

Traduzione di Anna Maria Marietti e Renata Colorni

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